CONNESSIONE D’ ARTE E CULTURA - ANDIAMOCI INSIEME
5 GENNAIO 2012
Pellegrinando Roma in compagnia di Francesco Petrarca
Una vacanza tra Fede e Storia di un sol giorno a Roma
Roma è il cuore della Cristianità e permette di scoprire i Luoghi più importanti di Culto, rinomate Chiese, prestigiose Basiliche e note Catacombe in solo poche ore.
DOMENICA 15 GENNAIO 2012 MUSEO MAXXI ore 10:30
THE OTOLITH GROUP
Una mostra d’eccezione, l’unica sin’ora in Italia.
In scena il pensiero trasportato dalle visioni al suon d’emozioni
DOMENICA 30 GENNAIO ORE 10:30
LE FANTASMINE ROMANE e “LO STVALE IN MUTANDE”
Ancora circolano tra viuzze e luci notturne le celebri donne dello storico passato romano.
A pranzo con Lando Fiorini, seguirà sempre al PUFF divertente spettacolo teatrale.
PER INFO CONTATTA LA SEGRETERIA DELL’ACCADEMIA ore 10:00 - 12:00
Premio della Rosa
TRA SECOLI DI STORIA UN PREMIO DEDICATO ALLA ROSA
Ti sarà senz’altro capitato, girando per Roma, di sentir nominare L’ORTACCIO DEGLI EBREI e sorpreso ti sei senz’altro chiesto cos’è?
Nel 1659 al caposcuola della Sinagoga fu imposto di togliere il cimitero sito in Porta Portese. Pur se a malincuore il rabbino JACOPO ubbidì all’ordine dell’appena eletto ALESSANDRO VII e trasportò in luogo disabitato il sepolcreto, quel luogo fu nominato ORTACCIO DEGLI EBREI.
Il nuovo Cimitero era ubicato nei pressi della Chiesa di SANTA PRISCA all’AVENTINO, e solo dopo svariate problematiche religiose, a metà ‘800, grazie al disegno di un’Italia Unita, l’INDIPENDISTA PIO IX, prima della propria dipartita, emanò l’ordine di sepoltura per i giudaici nel nuovo camposanto di ROMA, il VERANO, dove però gli ebrei arrivarono solo nei primi anni del 1900.
Su quel quadrato di terra, quindi, per oltre 200 anni, L’Ortaccio accolse le salme della parte ebrea della popolazione romana.
La storia riporta che in origine vi era sito il TEMPIO di FLORA, la Dea Romana dei fiori, e che nel ’40 fu adibito ad ORTI di GUERRA.
Attualmente, dal 1950, è sede dello splendido ROSETO COMUNALE, che si estende per circa 10.000 mq ed è senza dubbio il più bel roseto al mondo, se non l’avete ancora visitato, vi consiglio di affrettarvi a farlo, ma vi raccomando scarpe comode; il mese migliore senz’altro maggio, anche perché non è aperto tutto l’anno, e soprattutto ammirate non solo quel suggestivo appartamento di ben oltre 1000 tipi di rose, ma più di ogni altra cosa la sua ubicazione.
Il fiore preferito dal gentil sesso, in particolar modo da quella signora della PENNSYLVANIA, la contessa Mary Gayley Senni, che molto spesso esprime amore ardente, è dunque “l’artefice” del Premio della Rosa di Roma.
Un concorso a livello internazionale, nato prima della 2a Guerra Mondiale, con la benedizione della collettività israelita.
Il “PREMIO ROMA” dedicato alla rosa è un appuntamento agonistico ove gareggiano importatori di rose di ogni parte del mondo; alla rosa esibita per ogni varietà coltivata e giudicata meritevole da una commissione competente e permanente, viene assegnato il titolo di REGINA ESTETICA.
RIVALUTIAMO L'OPERETTA
Al suon di valzer, polca, can can… ecco a voi lo spettacolo più completo in assoluto e che abbraccia commedia, musica, canto, rivista e balletto.
Lo show nato a fine XVIII sec. per distrarre con euritmico piacere la borghesia del tempo, che ha conquistato e conquista ancora molte anime per la sua briosità, non ha mai subito variazioni sistematiche ed ha sempre agito in piena libertà espressiva.
Al lemma ”operetta”, nel comune uso, viene data un interpretazione assai ristretta, tra cui la ”seguace della bella époque”, non del tutto errata, ma attenzione questo genere di lavoro non è solo un’innocente riepilogo di uno storico passato, ma soprattutto una fusione di elementi pronti non solo ad appagarti ma anche ad aiutarti senza costringimento a capire la vita.
Questo genere di rappresentazione nasce prima del citato periodo ed ha il suo maggiore successo nell’arco temporale della Grande Guerra, sfiorisce con l’avvento del cinema sonoro.
In realtà, tutto ciò che l’America per prima, poi l’Europa, tra cui l’Italia, ci propongono sotto il nome di “musical”, conservando tutti i parametri di “favola per grandi”, è solo sviluppo di genialità di un arte “sensibile”, quando l’operetta è francese, e “spensierata”, quando essa è viennese.
Degni di essere ricordati sono i grandi Autori che in questa originalità creativa vi hanno largito amore, intelletto e tanta attitudine, tra cui Strauss, Offenbach, Lecocq, Lehàr, Leopardi…
L’operetta non sempre e non da subito è stata accettata dal pubblico, basti citare l’insuccesso al debutto di una tra le più rinomate: “LA VEDOVA ALLEGRA”.
(il seguito nel prossimo mese)
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BIOGRAFIE - Elisabetta Stirani, una "Star" del '600
Nasce e muore a Bologna forse a causa di un’ulcera perforante a solo ventisette anni. Figlia del noto pittore manierista Giovanni Andrea Sirani, fin da piccola realizzò dei piccoli capolavori ad acquerello a tema sacro, superando l’estro maschile che in quei tempi primeggiava; la cerchia di uomini che frequentava l’apprezzarono sempre per l’innato talento.
Di sicuro la sua opera più conosciuta e di inestimabile valore è IL BATTESIMO DI CRISTO, visibile in San Giacomo della Certosa a Bologna, altre sue realizzazioni sono presenti in gallerie, musei, collezioni private, luoghi sacri collocati in tutto il pianeta.
Elisabetta Sirani in quindici anni di pittura ha realizzato ben duecento acquerelli, oltre mille schizzi, per l’efficacia dello sguardo che illuminava i volti femminili delle cosiddette “creature perverse” le fu attribuito il soprannome di ”pittrice eroina”
INCONTRI VIRTUALI
Girovagando qua e là in piena estrosità, Francesco Petrarca si ritrova a dar sfoggio della sua cultura su una piazza di Firenze, quando un’inattesa presenza ferma la sua loquacità.
“ma cosa vai dicendo? dove è nato il pensiero filosofico?”
Con astiosità i due si guardano, con lo sguardo tagliente si minacciano, Francesco urtato si allontana, mentre l’altro prende a sciorinare parole su parole, colpito da una nota citazione il guelfo bianco si blocca e guardingo inizia ad ascoltare l’intruso.
“non tutti siamo dei pensatori, soprattutto se non siamo nati ad Atene nel 470 a.C., voi uomini di poca Fede dovete sapere che un tal Erasmo asseriva che io dovevo essere pregato affinché si illuminassero le menti.
Pur se avrei potuto scrivere un’infinità di testi sul ragionamento che ad ogni mio discepolo ho insegnato, di me non c’è un sol rigo vergato su bianca pergamena.
Un certo sciocco di nome Aristofane, di me si burlò e per tal tracotanza nelle ”Nuvole” ora riposa.
Un altro, che il suo nome nel nostro prossimo incontro vi svelerò, quello si che a modo suo mi osannò.
Con la mia sapienza ho combattuto i Sofisti, grazie sempre a lei son stato amico di Pericle e studiai con attenzione le parole di Anassagora, si lo ammetto sono un aristocratico.
Tra un simposio e l’altro ho avuto tempo anche di sposarmi e generare tre bei figli, son stato “ignorante” ed ancor lo sono, dei virtuosi il re, il nome mio qual è?”
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